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il plastico di architettura
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Dinamicità Percettiva Applicata Alla Facciata Architettonica
Dinamicità Percettiva Applicata Alla Facciata Architettonica
 
 
 
 

Dal 20 Marzo 2017 il nostro personale: Borsisti, Tirocinanti e Resposabile del Laboratorio hanno gestito 419 lavorazioni presso il laboratorio mLab.

Il plastico di architettura

Titolo Opera: 

Imitation Game

Anno Realizzazione: 

2017

Larghezza: 

50

Altezza: 

35

Profondità: 

25

Tipologia: 

Descrizione: 

Dedicarsi alla progettazione di spazi regolati da canoni classici e tecniche costruttive antiche conduce inevitabilmente ad avvicinarsi alla produzione di un falso storico: in una facoltà di architettura, tale approccio viene oggi spesso liquidato con argomentazioni alla “brutto e cattivo”, poiché considerato semplicemente errato. “La falsità si fonda nel giudizio. Ora il giudizio di falso si pone come quello in cui viene attribuito ad un particolare soggetto un predicato, il cui contenuto consiste nella relazione del soggetto al concetto. Si riconosce così nel giudizio di falsità un giudizio problematico, col quale ci si riferisce alle determinazioni essenziali che il soggetto dovrebbe possedere e non possiede, ma che invece si pretenderebbe che possedesse, onde nel giudizio di falsità si stabilisce la non congruenza del soggetto al suo concetto, e l’oggetto stesso è dichiarato falso.” Cesare Brandi nella sua “Teoria del Restauro” spiega in cosa consiste un falso storico e un’imitazione, due operazioni simili che differiscono esclusivamente nello scopo che li genera: l’imitazione viene operata per nessun altro fine che la documentazione dell’oggetto o il diletto che s’intende ricavarne. Il plastico vuole essere uno stimolo di riflessione sulla legittimità di un’imitazione ed affronta l’argomento attraverso il tema proposto dal corso, la facciata, intesa come luogo in cui questa operazione viene denunciata all’esterno. Essa si inserisce in un contesto assimilabile all’edilizia intensiva contemporanea ed è qui rappresentata come una serie di ambienti voltati che si interrompono bruscamente nei pressi della facciata, rinnegando il sistema strutturale che evocano e cercando una soluzione formale che favorisca una transizione graduale tra lo spazio interno ed esterno. La distinzione temporale operata sul piano teorico è quindi restituita sul piano materico attraverso l’accostamento di due materiali diversi: il cartonlegno, stuccato e verniciato di bianco, rappresenta lo “spirito contemporaneo” dell’edificio, mentre il legno d’abete, modellato attraverso la fresa e lasciato grezzo, lo “spirito antico”.

Immagini: 

QrCode expo: 

http://fablab.architettura.uniroma1.it/il-plastico-di-architettura-14

img logo expo: 

espositore/i: 

Alessio Buonacucina

Anno Accademico: 

nome evento: 

Il plastico di architettura, corso integrativo - tutor Pasquale Loiudice
 
 
 
 
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