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il plastico di architettura
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Dinamicità Percettiva Applicata Alla Facciata Architettonica
Dinamicità Percettiva Applicata Alla Facciata Architettonica
 
 
 
 

Dal 20 Marzo 2017 il nostro personale: Borsisti, Tirocinanti e Resposabile del Laboratorio hanno gestito 481 lavorazioni presso il laboratorio mLab.

il plastico di architettura

Titolo Opera: 

Il Colosseo Quadrato

Anno Realizzazione: 

2016

Larghezza: 

1000

Altezza: 

1000

Profondità: 

500

Tipologia: 

Descrizione: 

Il Riferimento Architettonico che ho scelto è il Palazzo della Civiltà Italiana, o più comunemente chiamato “Colosseo Quadrato”. LA STORIA Roma, era stata scelta come capitale per l’esposizione universale del 1942, quindi, il governo italiano colse per quell’occasione, anche di festeggiare il ventennale del regime fascista e allo stesso tempo sviluppare l’urbanizzazione della città lungo l’asse viario che portava al mare. Dal 1936 al 1937, iniziarono i primi concorsi per l’ideazione degli edifici che avrebbero fatto parte della mostra “EUR 42” dall’acronimo dell’Esposizione Universale di Roma e dell’anno di istituzione. Il progetto del Palazzo della Civiltà Romana, venne promosso dalla commissione presieduta da Marcello Piacentini, opera degli Architetti G. Guerrini, E. Lapadula e M. Romano, che inizialmente idearono un edificio di forma cubica che presentava quattro facciate uguali caratterizzate dalla presenza di 77 archi per facciata, 11 in lunghezza e 7 in altezza, che in fase di progetto vennero diminuiti a 54, 9 in lunghezza e 6 in altezza, in modo da far coincidere il numero degli archi con le lettere del nome di Mussolini Benito. I lavori iniziarono nel 1938 e fu inaugurato incompleto nel 1940, e si fermarono definitivamente 1943 in virtù della seconda guerra mondiale, ripresero solo nel 1951 con la nascita dell’ente EUR, il quartiere mantenne l’acronimo ma fu ribattezzato in “Europa”. LA MANIPOLAZIONE L’edificio si presenta con quattro facciate identiche, quindi, il lavoro di manipolazione che ho voluto fare è stato quello di rompere il ritmo lineare di una delle facciate, che in origine viene soltanto traforata dalle bucature degl’archi, mediante l’inserimento di linee che la deformino in maniera prismatica e la rendano più dinamica. La facciata infatti, si presenta come monumentale e statica, e questo si continua a rileggere se ci poniamo in modo frontale al pannello, ma se ci spostiamo lateralmente notiamo il dinamismo creato da queste linee. Fabio Camilli

Immagini: 

QrCode expo: 

http://fablab.architettura.uniroma1.it/il-plastico-di-architettura-4

img logo expo: 

espositore/i: 

Fabio Camilli

Anno Accademico: 

nome evento: 

Il plastico di architettura, corso integrativo - tutor Pasquale Loiudice
 
 
 
 
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